Siamo nuovamente on the road dopo mille rinvii ed altrettanti ripensamenti, tra tentativi di partenza ed altrettante complicazioni lavorative, e questa volta percorriamo il nostro paese per godere delle bellezze della terra in cui viviamo. Quando scendiamo verso le regioni centrali il cuore mi fa mille saltelli di gioia rammentando buona parte delle mie origini e questa volta abbiamo deciso di affrontare anche uno dei miei scogli scolastici, con la volontà di riaffacciarmi agli angoli bui dell’adolescenza con la maturità dell’età adulta… ed eccomi nella città natale di Giacomo Leopardi, mio incubo personale delle scuole superiori, ma anche di quel genio del canto che fu Beniamino Gigli, voce che mi riporta sempre il cuore alla mia mamma che cantava tutto il giorno con un’intonazione perfetta ed una melodia incantevole.
Abbiamo raggiunto la cittadina nel tardo pomeriggio, in un’atmosfera surreale grazie al tramonto che tingeva di arancione i colli sfumati dalla nebbia, affacciandoci alla poesia dal parapetto del parcheggio che ci ha accolti per trascorrervi la notte (eh sì, sempre in camper!) e godendo di una pace assoluta sino all’indomani.
Dopo una breve passeggiata esplorativa della cittadina, curata e pulitissima, abbiamo raggiunto la Casa Leopardi per la visita al museo e alla casa, accodandoci ad una classe del liceo linguistico, un gruppo di diciottenni educatissimi che ci hanno accompagnati per tutta l’ora di una visita stupenda, sotto l’egida di una guida assolutamente eccezionale che ha tenuta alta l’attenzione e regalandomi l’immagine di un Giacomo Leopardi autentico e ben diverso dagli stigmi didattici. Insomma quasi quasi ho cambiato idea in merito ai mattoni impostimi da una scuola delle volte noiosa e pedante.
Dopo essermi vista pressoché tutte le chiese aperte, con tutto il rispetto per la Cattedrale di S.Flaviano, bella ed austera, mi sono letteralmente innamorata della chiesa di S.Anna, strettamente legata alla tradizione di Loreto, che ebbi modo di conoscere parecchi anni addietro.
Potevo trascurare un altro cittadino recanate insigne? Io che vivo per la musica non avrei mai saltato un omaggio al sepolcro di Beniamino Gigli, quindi l’ultima fatica l’ho riservata alla ricerca del cimitero, ma ci tenevo davvero… ho amato la sua voce nonostante la mia età avrebbe potuto ragionevolmente escludere tale possibilità.
Nel corso del tardo pomeriggio, quando le ombre hanno iniziato ad allungarsi tingendo di un rosso intenso la sagoma del Conero, siamo rientrati alla base per spostarci ad Osimo, dandovi l’arrivederci a domani!